"Chi la fa l'aspetti" potrebbe essere il titolo di questa raccolta di racconti gialli dell'etŕ d'oro. Perché chi si dispone a commettere un crimine - qualunque sia il movente - sa che la polizia indagherŕ, ma forse non sa che la colpa si sconta, in un modo o nell'altro. E non importa con quanta cura ci si č preparati per evitare qualsiasi errore o inconveniente: nel momento fatidico, o dopo, qualcosa puň sempre andare per il verso sbagliato. A ogni "delitto" - almeno cosě vorrebbe la morale - corrisponde un "castigo". Ma quale? La cattura, con la conseguente condanna alla prigione o, peggio, alla pena di morte. O l'impossibilitŕ di godere dei frutti del proprio gesto criminale. O magari puň pensarci la cattiva coscienza... Ma č inutile anticipare al lettore l'elenco di questi castighi, basterŕ che si tenga bene a mente che il tempo non perdona e, soprattutto, ha una memoria lunga, molto lunga. E ancora che il destino, beffardo come non mai, č sempre in agguato e pronto a colpire: in cielo, su un albero, in cucina, in banca, in un'aula di giustizia... persino in bagno. E sotto le forme piů strane. Come un fiammifero spento, per esempio.